ARGENTINA LA LINDA!!
Il modo più semplice per
parlarvi di questo straordinario paese è quello del diario di
viaggio, che come sempre, non mancherà di spunti e consigli..
Mi sono persa nello
shopping...torniamo alla città a Nord che, costruita dagli Spagnoli
nel 1580, nella zona dove oggi sorge Plaza de Mayo, mantiene la
quadrettatura delle strade, che rende facile orientarsi.
I viali alberati, larghi
se non larghissimi, come l'Avenida 9 de Julio, con i suoi 140 mt,
costruita nel 1930 dopo la demolizione di 30 isolati, sono arterie
dove corre il traffico spesso caotico e rumoroso.
Il crocevia del centro e'
l'Obelisco, del 1936, sotto cui si ritrovano coloro che hanno
qualcosa da dire al governo o a te passante, indios e disoccupati,
intellettuali e politici.
Qui, come in Plaza de Mayo, la gente si ritrova per protestare, per chiedere: colpiscono i presidi dei veterani della guerra delle Malvinas/Falkland, e quelli, del giovedi pomeriggio, delle Madri dei Desaparesidos.
Qui, come in Plaza de Mayo, la gente si ritrova per protestare, per chiedere: colpiscono i presidi dei veterani della guerra delle Malvinas/Falkland, e quelli, del giovedi pomeriggio, delle Madri dei Desaparesidos.
Palermo, La Recoleta,
Retiro, sono i quartieri dove vivevano, e vivono, i ricchi
proprietari terrieri che ancora possiedono grandissime estancias
nella Pampa, vasta regione dove si coltivano grano, mais, soia
(pensate che l'Argentina esporta la soia alla Cina!) e dove si alleva
bestiame.
Nella vostra passeggiata nella Buenos Aires del nord non mancate una visita al Parco di Palermo: 2 laghi, campo da polo (sport nazionale), zoo e ippodromo. E' immenso e non dimenticate di passare dal Rosedal, il giardino delle rose. Una piacevole sosta! D' estate qui i porteni (abitanti di Buenos Aires) si riuniscono per ascoltare concerti e fare pic nic, per fare una passeggiata o una corsa! Tutto è molto curato e pulito.
Nella vostra passeggiata nella Buenos Aires del nord non mancate una visita al Parco di Palermo: 2 laghi, campo da polo (sport nazionale), zoo e ippodromo. E' immenso e non dimenticate di passare dal Rosedal, il giardino delle rose. Una piacevole sosta! D' estate qui i porteni (abitanti di Buenos Aires) si riuniscono per ascoltare concerti e fare pic nic, per fare una passeggiata o una corsa! Tutto è molto curato e pulito.
Mi perdo nel Cimitero de
La Recoleta, una istituzione. In questo cimitero monumentale sono
sepolti i più famosi personaggi argentini, da presidenti a nobili,
da Evita Peron alla ricca ragazzina morta durante un viaggio in
Austria e qui ritratta con il suo fedele cane.
La passeggiata non può
non portarmi al celeberrimo Teatro Colon: grandioso edificio
neoclassico, tempio mondiale della lirica, quarto al mondo per
grandezza, dove solo i grandi si esibiscono perchè la sua acustica
non risparmia nessuno. E da qui la sosta caffè porta allo storico
Caffè Tortoni: ma non prendete il caffè, è terribile, optate per
un succo di frutta, ma soprattutto ammirate la bellezza di questo
locale, un tempo ritrovo di intellettuali!
Tornando in Plaza de Mayo, qui si trovano la Casa Rosada, così chiamata dal colore rosa, un tempo dato dalla tinta rossa ottenuta da sangue di bue! E' il Parlamento dell'Argentina, qui si trova il balcone da cui Evita Peron teneva i suoi discorsi.
Dietro al Parlamento, verso Porto Madero, il gigantesco palazzo delle Poste, che presto ospiterà un centro culturale.
Nella piazza colpisce un
enorme colonnato neoclassico: è la Cattedrale di Buenos Aires, la
chiesa di Papa Francesco! E attraversando la piazza c'è uno dei
pochi edifici rimasti dal tempo degli Spagnoli, il Cabildo, quello
che era il Municipio.
Era il 1580 quando gli
Spagnoli decisero di creare qui un porto per imbarcare l'argento e
l'oro proveniente dalle miniere del Perù e dalla Bolivia.
Non vi ho ancora detto
che Argentina prende il nome proprio da argento, di cui è
ricchissima. E anche il Rio della Plata prende il nome da questo
metallo (plata=argento).
Spostiamoci a sud, verso
Sant'Elmo, quartiere bohemien, con le stradine di pavè, ricavati
dalle pietre che servivano da zavorra alle navi che arrivavano vuote
dall'Europa e ripartivano piene di argento e cereali. Ci sono anche
blocchi di marmo di Carrara!
Mi piace moltissimo Plaza
Dorrego, una piccola piazza con un mercatino artigianale, dove ogni
tanto ballerini di tango si esibiscono per la gioia dei passanti,
rapiti dalla sensualità di questo ballo, nato in questi quartieri un
tempo malfamati, come la Boca, la bocca del fiume, il primo
porticciolo della città un tempo pieno di taverne e bordelli. Il
tango era il ballo dei marinai con le prostitute, era il ballo del
preludio alla notte d'amore!
La Boca attrae per le sue
casette di lamiera e di legno, colorate per renderlo più piacevole.
Zona ora di artisti e pittori. Troppo turistica per i miei gusti, ma
una visitina fatecela.
Apro la parentesi
ristorazione a Buenos Aires: città piuttosto costosa, il cibo nei
ristoranti buoni si paga. Vi consiglio La Cabana de Lilas a Porto
Madero, ottima carne, cosi come ottima lo è a La Brigada, ma non
spenderete meno di € 40-50 per un ottimo filetto e vino Malbec.
Un volo dall'aeroporto
Aeroparque, in città, mi porta a Salta. Dai finestrini dell'aereo
colpisce la immensità del Rio della Plata: qui 50 km di larghezza
dividono l'Argentina dall'Uruguay, più a Sud arriva fino a 250 km
!!!
E Salta invece è come me
la ricordavo: colorata, allegra, con i suoi edifici coloniali.
La Cattedrale dalla
facciata bianca e rosa sembra una bomboniera, il Cabildo austero, il
Museo dell'Archeologia di Montagna, dove si trovano le mummie dei 3
bambini inca, sacrificati per propiziarsi la Pacha Mama, la grande
Dea madre della Terra. Una visita che non deve mancare, anche perchè
prepara alla scoperta di questa parte più indigena dell'Argentina.
Tutti questi edifici si
trovano in Plaza 9 de Julio, e non distante si trova la Chiesa di San
Francesco, barocca, di cui colpisce la facciata rossa e bianca, con
tendaggi di marmo.
Se invece cercate lana di lama e artigianato locale allora prendete un taxi e fatevi portare al Mercato Artesanal. Ospitato in un vecchio edificio coloniale, troverete tutto l'artigianato salteno e andino a prezzi che non troverete da nessun'altra parte, in quanto sono gli artigiani che vendono direttamente! Io mi sono presa delle belle maschere a 8-9 Euro, sciarpe di lana di lama e alpaca a 10 Euro! Approfittatene!
E per un pranzo con le
migliori empanadas saltene andate a La Criollita: empanadas (sono di
pasta tipo pizza ripiena di pollo o verdure o carne) o un bel piatto
di stufato di agnello. Ottima qualità, locale frequentato da
salteni, e prezzi davvero bassissimi. Per cena invece ho un solo
nome: El Charrua, in Gral. Guemes oppure in Caseros, ottima la
Parrillada mista (arrosto misto alla brace) o il Bife de Lomo
(filetto di manzo). Prendete 1 porzione per 2, sono enormi. Ottime
anche le insalatone miste. Si cena con 15-20 Euro a persona! E
chiedete di essere serviti da Mario: gentilissimo, paziente e
bravissimo! A Salta è una istituzione anche La Casona, ristorante
dove si esibiscono artisti locali in modo del tutto estemporaneo!
Prenotate!
L'Argentina andina:
finalmente montagne, puna, la Quebrada del Toro, dove un tempo una
stradina tortuosa ti portava verso San Antonio de Los Cobres, oggi
sostituita, a causa di continue frane, da una strada lungo il fiume,
sempre sterrata. La strada sale insieme alla ferrovia del trenino
delle Nuvole, fra gole e montagne, fra cactus Cardon e sperpaglia.
Una piccola sosta a El
Alfarcito, una chiesetta, due lama e un piccolo negozietto di
artigianato locale con articoli di lana e statuette a prezzi ottimi.
Mi lascio tentare anche qui! L'economia argentina deve pur girare!!
Ah dimenticavo...si sale
e si scende, toccando i 4200 mt sul livello del mare...si masticano
foglie di coca per evitare gli effetti dell'altitudine.
San Antonio de los Cobres
è un villaggio indio, in mezzo al nulla, sviluppatesi grazie alle
miniere di rame e di sale qui vicine. Paese di povera gente, dove i
turisti di passaggio sono una delle poche risorse.
Qui si incrocia la mitica
Ruta 40, che sale dalla Patagonia fino all'Alaska...un giorno la
percorrerò tutta!
Le Salinas Grandes
abbagliano: il biancore del sale insieme all'acqua che scende dai
ghiacciai creano uno spettacolo unico. Siamo a 3450 mt di altitudine
e queste saline sono sfruttate da oltre 32000 anni!!
Sono ben 212 kmq di sale, che in contrasto con il blu del cielo, sono un must per tutti i fotografi.
Sono ben 212 kmq di sale, che in contrasto con il blu del cielo, sono un must per tutti i fotografi.
Il passo a 4200 mt segna
l'inizio della discesa verso la valle di Purmamarca, dove le
formazioni geologiche più incredibili accompagnano il viaggio.
Striature dal nero al rosso più vivo, dall'arancio all'oro....per
arrivare al famoso Cerro dei 7 colori, alla tavolozza del pittore e a
tanti altre formazioni rocciose incredibili.
La Quebrada di Huamauaca, patrimonio dell'Umanità dell'Unesco dal 2003, è testimonianza più antica della presenza dell'uomo in Argentina. Popoli arrivati qui dall'Alaska attraverso lo Stretto di Bering, si insediarono qui 32.000 anni fa. E qui si sviluppa la civiltà pre-incaica Cacham.
Merita una sosta il sito
archeologico Pulcara de Tilcara, sia per la testimonianza di un
passato che per la posizione dominante sulla vallata.
La cittadina di Huamauaca
ha un piccolo centro storico interessante, con viuzze acciottolate e
una chiesa in stile coloniale, mentre è di dubbio gusto il Monumento
all'Indipendenza Argentina.
Invece merita sicuramente
una sosta la piccola chiesa di Uquia, che ospita particolarissimi
dipinti degli Angeli Archibugieri: soldati spagnoli armati di
archibugi con ali d'angelo!!
E dalle Ande mi dirigo
ancora più a Nord, verso le incredibili Cascate de Iguazù. Dopo
aver visto le Niagara e le Victoria Falls niente è più incredibile
di questo spettacolo della Natura. Queste cascate sono formate dalle
acque del fiume Iguazù che qui hanno trovato pareti di basalto da
saltare e lavorare. E l'enorme anfiteatro di 2.7 Km di larghezza è
qualcosa che va scoperto da ogni angolo.
Mentre il lato argentino
permette una visione più ravvicinata con l'acqua, le passerelle
basse portano alla base delle cascate e all'imbarco dell'esperienza
in gommone (da non perdere, adrenalina pura, lasciate nello zaino e
borsa di plastica i vostri abiti e scarpe, indossate costume e via!)
che vi porta proprio sotto le cascate; le passerelle alte, dopo un
breve tragitto in trenino, portano invece sul fiume fino alla
impressionante Garganta del Diablo, la gola del Diavolo, un passaggio
stretto delle acque, che qui convogliano con una forza
impressionante.
Il lato brasiliano
invece, a cui si accede dopo aver superato la frontiera con il
Brasile (ricordate di portare il passaporto), a Foz de Iguazu,
secondo me è il più emozionante. Intanto vi suggerisco di
alloggiare all'Hotel Cataratas di Foz de Iguazu, un hotel in stile
coloniale, all'interno del Parco, proprio sulle cascate!!
Il panorama è
indimenticabile perchè ti trovi davanti tutte le cascate, nella loro
possenza e enormità.
Il sentiero porta verso
il basso, piccoli procioni accompagnano la passeggiata, non date da
mangiare e non toccateli, mordono e feriscono! Bellissimi i
coloratissimi tucani.
E quando si arriva
all'acqua....anche qui mettete tutto nello zaino, e in
costume...perdetevi nella vaporizzazione dell'acqua !! E' una
sensazione unica...te e l'acqua e basta.
Ne esco bagnata fino alle
ossa...ma...è cosi che va vissuta!
Un ascensore permette una rapida risalita a quella che per me è una delle esperienze più belle del viaggio!
Se siete a Puerto Iguazu
(lato argentino) cenate al Boca Mora in Avenida Costanera, siete sul
fiume, dove si affacciano Paraguay, Argentina e Brasile, e dove
soprattutto si mangia ottimo pesce di fiume, il paku e il surubi.
E dopo aver risalito
l'Argentina per migliaia di km, la strada porta a Sud.
La Tierra del Fuego mi
aspetta!
E per me che amo la
Natura estrema, le terre immense e poco abitate è un po' come
tornare nella mia amata Africa. Il senso di estremo, di essere
lontani da tutto che si prova in Patagonia cosi come nei deserti del
Namib è del tutto simile.
Ushuaia si affaccia sul Canale di Beagle e la pista dell'aeroporto è una striscia di asfalto fra due ali di mare blu cobalto. Tutt'intorno montagne dai nevai eterni, aspre, dalle guglie appuntite, ultime propaggini delle Ande. Qui il vento soffia perennemente, le temperature non superano i 15°.
E dopo aver fatto Capo di Buona Speranza in Sud Africa e l'Australia, con Ushuaia ho toccato i luoghi abitati più a Sud del mondo!
Camminare con il vento
gelido lungo l'Avenida San Martin, la via dei negozi e dei ristoranti
è impresa titanica! Ma la stufa del ristorante Kuar e la buona zuppa
di centolla (granchio enorme che si pesca in questi mari) rimettono
al mondo!
Mi hanno parlato bene
anche di Cocina Fuegina, resto per centolla bollita, oppure Maria
Lola che ha vista panoramica sul canale.
Non mi faccio certo
mancare una visita al Parco della Tierra del Fuego. Il simbolo del
parco sono le oche gauchen paranca, il maschio è bianco, la femmina
è nera, oche monogame che vivono insieme per tutta la vita, ma se
muore prima la femmina il maschio si lascia morire di fame, se muore
prima il maschio la femmina.. si cerca un altro maschio...la specie
deve continuare!!
Il parco è nato nel 1960
e fra baie, montagne, vallate è di una bellezza incredibile.
Non ci sono pini o abeti, ma faggi. Faggi come i nires, che sono bassi, tondeggianti, con più tronchi; come i lengas, che raggiungono i 40 mt di altezza, vivono fino a 200 anni...possenti.
Non ci sono pini o abeti, ma faggi. Faggi come i nires, che sono bassi, tondeggianti, con più tronchi; come i lengas, che raggiungono i 40 mt di altezza, vivono fino a 200 anni...possenti.
Qui il clima è umido, le
montagne creano una barriera ai venti, e tutto è verde e l'acqua non
manca.
Incantevole la Baia
Lapataia!
Ah, qui dormite al Los
Nires: non è in centro, ma è un hotel con pareti di legno, camere
con finestre su panorami mozzafiato e un buon ristorante a prezzi
accettabilissimi (ci ho mangiato ottimi ravioli di centolla) con
vetrate sulla baia.
Qui in Tierra del Fuego
tutto è costosissimo...non si cena con meno di 30-40 Euro per una
zuppa e acqua, i negozi di sport sono carissimi, per non parlare di
eventuali escursioni ecc...ma...ne vale la pena!
Riprendo il mio viaggio risalendo verso Nord, verso El Calafate.
Queste terre estreme, questi paesaggi mi riportano alla mente la mia cara Namibia e i suoi spazi infiniti. Quegli spazi dove la Natura la fà da padrona e l'uomo una volta tanto non può far nulla per domarla.
Riprendo il mio viaggio risalendo verso Nord, verso El Calafate.
Grandissime estancias con migliaia di capi di ovini, paesaggi lunari con montagne e laghi...questa è la Patagonia. Il vento patagonico soffia sempre..incessante, e pulisce l'ari, la rende limpida, la luce è forte, accecante.
E accecante è il Perito Moreno.
Grande fra i grandi ghiacciai dello Hielo Sur Argentino, il terzo ghiacciaio al mondo per estensione (dopo Antartide e Groenlandia), formato dai ghiacciai Pio XII, Viedma, Uppsala e lui, il Perito Moreno.
Grande fra i grandi ghiacciai dello Hielo Sur Argentino, il terzo ghiacciaio al mondo per estensione (dopo Antartide e Groenlandia), formato dai ghiacciai Pio XII, Viedma, Uppsala e lui, il Perito Moreno.
Uno dei pochi ghiacciai al mondo che non si stà ritirando, ma è in equilibrio. Scende dai 1500 ai 184 mt e si ferma sulla riva del lago...sono 254 kmq di ghiaccio...e lo spettacolo è incredibile.
Il ghiacciaio parla, scricchiola. Tonfi. Blocchi che si staccano.
Il bianco abbaglia. L'azzurro del ghiaccio, frutto di minerali in sospensione, incanta.
Si starebbe ore a guardarlo. Le passerelle offrono punti panoramici per foto irripetibili.
Si starebbe ore a guardarlo. Le passerelle offrono punti panoramici per foto irripetibili.
Consiglio abbigliamento caldo!!
Ah, se avete tempo fate la crocierina che porta sotto il Perito Moreno: si ha una vista dal basso delle pareti di ghiaccio e state dal lato destro della barca !!!
Ah, se avete tempo fate la crocierina che porta sotto il Perito Moreno: si ha una vista dal basso delle pareti di ghiaccio e state dal lato destro della barca !!!
Queste terre estreme, questi paesaggi mi riportano alla mente la mia cara Namibia e i suoi spazi infiniti. Quegli spazi dove la Natura la fà da padrona e l'uomo una volta tanto non può far nulla per domarla.
Da El Calafate può valere la pena anche l'escursione in barca all'Estancia Cristina, per vedere come era la vita di una estancia a inizio '900, ma soprattutto per la salita in 4x4 al Mirador sul ghiacciaio Uppsala! Mozzafiato. E al ritorno si naviga il canale Uppsala, dove ci sono iceberg, vere e proprie sculture di ghiaccio.
A El Calafate scegliete hotels tipo El Quijote, ottimo e centralissimo.
Cenate da Casimiro Biguà oppure da Isabel. Spenderete un po' ma cibo preparato espresso e gioia dei carnivori.
Mama Macha vi aspetta invece per le migliori empanadas del posto!
POST DEL 27 NOVEMBRE (secondo viaggio in Argentina del 2015 )
Penisola Valdes: se programmate il viaggio fra Luglio e Novembre allora fermatevi anche in questa parte di Patagonia, dove le calme acque delle baie della penisola accolgono le balene per le nascite! L'escursione di una giornata nella penisola vi farà incontrare elefanti marini e grandi albatross, leoni marini e se fortunati (tanto) avvistare orche che rischiano lo spiaggiamento per cibarsi di cuccioli di otaria. Non mancate la navigazione: potrete vivere l'emozione del safari per avvistare le balene. E chissà che non riuscite a fotografare la mitica coda della balena franca australe.
Il viaggio volge al termine.
Tante emozioni mi ha regalato.
Argentina arrivederci!!
Caterina Migno
www.iviaggidicate.com
Tante emozioni mi ha regalato.
Argentina arrivederci!!
Caterina Migno
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