MINGALARBA MYANMAR
Sorrisi...sorrisi
infiniti e un gran senso di serenità...ecco cosa ti rimane del
Myanmar di oggi.
Fino a pochi anni fa
Birmania, oggi il Myanmar stà piano piano affacciandosi al mondo.
Le elezioni politiche
dell'8 Novembre entreranno a far parte della storia: oltre il 90% di
birmani ha scelto la democrazia, il cambiamento, ha scelto la
libertà.
E un popolo che arriva alla libertà senza spargimenti di sangue non può essere che incredibile.
E un popolo che arriva alla libertà senza spargimenti di sangue non può essere che incredibile.
Incredibile è il sorriso
con cui tutti ti salutano abbassando lievemente la testa e
pronunciando a bassa voce il saluto che risuona ovunque: Mingalarba,
benvenuto!
Incredibile è la forza
che ha questo popolo di grandi lavoratori piccoli di statura ma
forti. Qui ci si sveglia alle 4 per far ginnastica, poi si va a
lavoro, anche a tanti km da casa, con lo scooter o con il carro
trainato dai buoi)
Incredibile è la
pazienza che hanno in tutte le cose...perchè come mi spiegava il
piccolo grande Aldo, pazienza porta pace.
E questo popolo con
pazienza è arrivato alla libertà.
Libertà di potersi
esprimere liberamente parlando di politica, di governo, di generali
dittatori, cosa inimmaginabile fino a pochi mesi fa. Il nome di Aung
San Suu Kyi non poteva essere pronunciato...oggi il suo partito
ha vinto le elezioni!!
Rispetto al primo viaggio
che ho fatto in Birmania, oltre 10 anni fa tante cose sono cambiate,
un po' come in tutto il resto del mondo. Il mio lavoro mi porta
spesso a tornare in paesi già visitati e mai prima d'ora avevo
percepito cosi tanto il cambiamento.
I motorini, a Bagan anche
elettrici per non disturbare la magica quiete del posto, hanno preso
il posto delle biciclette che prima invadevano le strade di Yangon e
Mandalay.
I cellulari sono alla
portata di tasca di tutti: fino a un anno fa una sim card costava non
meno di 4500 euro, si avete letto bene, si pagava una tassa che
finiva nelle tasche dei generali, oggi costa 1 euro e tutti possono
permettersi sia cellulare che sim card. Un po' mi ha rattristato
vedere bimbi e ragazzi, anziani tutti concentrati su smartphone e
cellulari..ma poi penso che questo è quello che stà succedendo a
tutti i popoli..Internet ha cambiato il mondo e anche il Myanmar di
oggi non poteva restare fuori da questa rivoluzione.
La Cina e' arrivata anche
qui: ormai sulle bancherelle dei mercati si trova tantissima merce
cinese, tanto che a volte potresti sentirti a Prato! Paccottiglia
cinese sono i finti argenti, in realtà è stagno, che ti vendono sul
lago Inle, finte giade e sete nei mercatini di Mandalay, le finte
lacche a meno di 5 euro di Bagan. (Se volete comprare un ricordo a
poco prezzo comprate pure nei mercatini e ricordatevi di trattare,
sempre. Se invece volete acquistare merce autentica andate nei negozi
delle città, cosi come fate quando siete a casa!! Mio consiglio
personalissimo! La lacca bella deve avere almeno 24 strati e costa
moltissimo, orecchini in stile Shen o Pao non li paghi meno di 30
euro, la seta buona la paghi quanto in Italia!)
E cinesi sono le luci che orridamente adesso decorano i bellissimi Buddha dorati nei templi! Cinesi sono i souvenir ovunque uguali che si trovano nei bazar intorno ai templi.
Quanta magia
persa...ricordo quando, la mia prima volta in Myanmar, rimasi
affascinata dal misticismo che tutto ammantava, dal senso di profondo
e silenzioso rispetto del luogo sacro.
Per ritrovarlo sono
arrivata a Bagan, in quei templi affrescati da mani abili nel XI
secolo, ancora li incontaminati, in mezzo alla campagna, dove risuona
solo il latrato di un cane, il canto di una ghiandaia, il dolce suono
di una campana. Dove devoti di Buddha portano in offerta fiori di
ninfea o caschi di banane e si inginocchiano a pregare in silenzio.
E la magia si ritrova nei
monaci che ogni mattina passano per la questua, errando di casa in
casa con una grossa ciotola nera in grembo, avvolti nei loro abiti
color ruggine, silenziosi, con un lieve sorriso sul volto, come
ammantati da un'aurea sacra.
La magia si rivela negli
occhi truccati di rosa dei bambini che vengono presentati al tempio
dalle famiglie orgogliose. Agghindati come piccoli principi giocano e
scherzano, ancora ignari della grande fortuna che hanno se entrano in
monastero, li dove potranno istruirsi gratuitamente e un giorno
decidere se rimanervi per sempre o tornare alla vita normale.
La magia è nei ritmi
lenti dei villaggi sul lago Inle dove tutta la vita di un uomo
trascorre sull'acqua: palafitte che ospitano casa e rimessa per le
lunghe lance, pollaio e porcile, telaio e altare.
Isole galleggianti su cui
si coltivano pomodori e melanzane dal gusto genuino.
Isole che ospitano
monasteri abitati anche da gatti, un tempo ammaestrati a saltare,
oggi fortunatamente solo miciotti che sonnecchiano ovunque.
E i vivaci copricapi
delle donne Pao donano un tocco di colore al blu del lago e al verde
delle montagne che lo circondano.
La magia sono i mercati
locali … donne con in volto il tanaka, simbolo di bellezza e crema
naturale che le protegge dal sole, vendono le loro merci stando a
gambe incrociate su stuoie di bambu, in mezzo a montagne di riso e di
verdure, di pesce essiccato e di polli spennati.
E magia è il tramonto
sul fiume Irrawaddy, il grande fiume che per 2000 km divide in due il
paese, grande arteria commerciale, ma sulle cui rive si svolge la
vita di tutti i giorni, nelle cui acque melmose si lavano panni e ci
si lava, si pesca e si abbeverano i bufali.
Bagan e il tramonto sulle
mille e mille pagode rosse o dorate...il lago e la sua vita, stupa e
stupini, Buddha e Buddini....il sorriso di questo popolo gentile,
questo è quello che mi porterò per sempre nel cuore.
Grazie Myanmar!
Novembre 2015
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